Curata da Gregor H. Lersch e organizzata in collaborazione con la Fondazione Max Peiffer Watenphul ETS e il Museo Casa di Goethe (con il sostegno del Bauhaus-Archiv / Museum für Gestaltung di Berlino e il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania), la mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è dedicata a una figura centrale e ancora poco indagata del Novecento europeo. Nato nel 1896 a Weferlingen, tra il 1919 e il 1922 Peiffer Watenphul si forma al Bauhaus di Weimar , la leggendaria scuola d’arte interdisciplinar e che innesca un irreversibile processo di rinnovamento di una nuova creatività: qui plasma il suo linguaggio visivo e la sua fitta rete di relazioni con i grandi maestri della modernità, tra cui Paul Klee, con cui instaura uno stretto legame affettivo e professionale. All’interno delle avanguardie, l’artista sviluppa però un percorso autonomo e originale , mantenendo la pittura come ambito privilegiato di ricerca pur sperimentando diversi media, dall’arazzo alla fotografia. La sua opera testimonia così una declinazione personale e figurativa dell’esperienza del Bauhaus, fondata su una costante attenzione al colore , alla composizione e al paesaggio . Disposte cronologicamente e per nuclei tematici in 5 sale della Galleria Nazionale, le circa 80 opere in mostra (dipinti, acquerelli e fotografie, accompagnati da lettere e materiali d’archivio) mettono in luce l’intero arco della sua produzione evidenziando la coerenza e l’evoluzione del suo linguaggio , dalle prime prove giovanili fino alla stagione veneziana del secondo dopoguerra, in cui la sua pittura raggiunge una piena maturità espressiva. Una selezione di opere di artisti come Otto Dix , Alexej von Jawlensky , Paul Klee e Oskar Schlemmer , provenienti dalla coll