La mostra I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento aperta al pubblico nel Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo - spazio che entra nel percorso di visita del monumento – presenta un importante nucleo di documenti dell’Archivio di Stato di Roma , individuati da Franco Russo nel corso delle sue ricerche, insieme ad una selezione di coltelli storici della sua collezione, nel contesto delle collezioni e della storia del Castello. Le carte processuali, i bandi, i verbali e gli atti giudiziari , datati tra il 1611 e il 1865 , che raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane e che spesso sono accompagnati da sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze, sono tutte tracce che dialogando con gli oggetti esposti, restituiscono corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi. L’esposizione permette quindi di osservare l’evoluzione del coltello romano, il tradizionale “serratore” , che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche già documentate nelle fonti seicentesche fino all’Unità d’Italia. Allo stesso tempo, le ricerche condotte sui documenti dell’Archivio di Stato di Roma restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nella Roma papale : dai verbali dei tribunali emerge infatti il racconto della strada , con le sue tensioni, i conflitti e gli episodi di sopraffazione; dai bandi, il punto di vista delle autorità. Vite comuni, questioni d’onore, episodi di violenza, trasgressioni e necessità compongono così una narrazione corale della Roma popolare , restituendo il volto meno ufficiale ma più autentico della città e uno sguardo ravvicinato sulla vita quotidiana della popolazione, spesso assente dai grandi racconti storici. La storia del Castello si lega quindi strettamente a