In occasione del decennale della scomparsa , il Museo di Roma Palazzo Braschi ospita la mostra Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati , a cura di Silvia Scola e Alessandro Nicosia , che ripercorre il percorso artistico e personale del grande regista . L’esposizione si articola in tre sezioni tematiche che presentano in ordine cronologico la vita e l’opera di Scola : L’uomo , L’artista e Roma . La prima sezione ricostruisce gli inizi di Ettore Scola , nato nel 1931 a Trevico, piccolo paese della Campania, e la sua formazione tra il Sud Italia e Roma , nel quartiere Esquilino. Proprio qui inizia a delinearsi il suo sguardo attento e partecipe sulle contraddizioni della realtà . Ancora molto giovane entra nell’ambiente del “Marc’Aurelio” - pubblicazione periodica satirica italiana - dove incontra, tra gli altri, Federico Fellini e Steno . È l’inizio di una straordinaria carriera da sceneggiatore, che lo porta a collaborare con alcuni dei protagonisti della commedia all’italiana e a lavorare, tra radio, televisione e cinema, anche con Alberto Sordi , contribuendo a film diventati emblematici come Il sorpasso e I mostri . Dal 1964 passa alla regia , sviluppando uno stile personale, ironico e profondamente civile , capace di raccontare la vita quotidiana intrecciandola con la grande Storia : le sue pellicole danno voce a sogni, fragilità e contraddizioni di un intero Paese. La seconda sezione , articolata nelle sottosezioni Lo sceneggiatore , Il disegnatore e Il regista , restituisce l’immagine di un autore a 360°: dalla satira degli esordi alla maturità cinematografica, Scola attraversa e interpreta la cultura italiana del Novecento . La sua filmografia , intensa e riconoscibile, include capolavori come C’eravamo tanto amati , Brutti, sporchi e cattivi e Una giornata partic