"Andrea Pazienza. Non sempre si muore", è la mostra a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti, al MAXXI al 24 aprile al 27 settembre.Un progetto in due capitoli che rinnova l’impegno del MAXXI nella promozione degli artisti che hanno segnato la cultura del Novecento italiano e anticipato molte delle domande che l’arte del XXI secolo si pone ancora oggi.Il titolo è tratto da una lunga intervista rilasciata da Pazienza al celebre conduttore radiofonico e televisivo britannico Clive Griffiths nel 1988, poco prima della morte: “Non sempre si muore”. Un’affermazione che vale per un artista capace di vivere con straordinaria intensità, e per le sue opere, che continuano a essere vive e a parlare al cuore del pubblico.“Il MAXXI non si limita a ospitare l’opera di Pazienza: lo celebra", ha detto Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI. “La sua arte resta una scintilla sempre viva, capace di continuare ad accendersi nel tempo e di ricordarci, come lui stesso ci ha insegnato, che non sempre si muore”, ha concluso Bruni."Pazienza è una moltitudine - ha aggiunto Francesco Stocchi, Direttore Artistico MAXXI - ogni opera ridefinisce le regole, ogni tavola è linguaggio e insieme rottura, ogni personaggio un dispositivo che deforma e amplifica il reale. La mostra al MAXXI è un invito a sostare in questa complessità, senza ridurla, e a riconoscere in Andrea Pazienza un artista capace, ancora oggi, di aprire nuovi sguardi e generare domande”.La mostraIl percorso espositivo copre l’intera carriera di Andrea Pazienza, dagli anni della formazione fino alle ultime opere - sviluppandosi per stanze tematiche e per colori.Tra le opere più attese, il murale che Pazienza realizzò dal vivo, in appena tre ore, nel 1987 alla Mostra d’Oltremare, durante la quarta Fiera del Fumetto. Opera mon