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Vasari and Rome
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A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574), i Musei Capitolini ospitano la mostra Vasari e Roma , rendendo così omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato legame profondo e duraturo tra l’artista aretino e la città eterna . L’esposizione, a cura di Alessandra Baroni , mette infatti in luce il ruolo determinante che proprio Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari , nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli a lui quasi contemporanei – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di importanti prelati e pontefici. Tra disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture e tele in mostra, spiccano i dipinti autografi che testimoniano le diverse stagioni creative del grande artista aretino. Tra le opere di maggior rilevanza ricordiamo la Resurrezione , eseguita intorno al 1545 in collaborazione con Raffaellino del Colle , proveniente da Capodimonte, e la successiva Resurrezione di Cristo del 1550 , custodita nella Pinacoteca Nazionale di Siena. Questi capolavori mostrano l’abilità di Vasari nelle composizioni affollate e dinamiche, tipiche del Manierismo , dove il virtuosismo tecnico si mescola ad una ricerca teologica e simbolica. Di particolare interesse è anche il Ritratto di Gentiluomo dai Musei di Strada Nuova di Genova, che rivela le doti di questo grande artista come acuto osservatore della psicologia dei soggetti. Segnaliamo inoltre i prestiti giunti dall’Eremo di Camaldoli , come la celebre Natività del 1538 , nota anche come la Notte di Camaldoli per la sua suggestiva resa luministica alla maniera fiamminga , che rappresenta uno dei vertici della produzione giovanile, o l’ Orazione nell’

